Il cervello umano, secondo i pensatori debologici dei due secoli passati, secerne pensiero come il fegato secerne la bile. E poiché oggi il pensiero debole ha massimamente sviluppato questa sua deficienza di giudizio critico ed autoanalitico, dovuta a materialismo assoluto, si è ulteriormente condensato.
In sostanza si può dire che i pensieri dei pensatori debologici sono più o meno simili a caciotte.
Il pensiero debole è perciò come una caciotta pendente dall'alto del femminismo imperante nelle varie scuole di meditazione new age, o come qualcos'altro di rappreso e di massimamente materializzato, molto simile alle tette. http://digilander.libero.it/EpikeiaVostrAmata/debologia06_pensiero_e_caciotta.htm
"Leggendo la risposta che un famoso giornalista (nonché giurista e ambasciatore) da' ad un lettore del Corriere della sera, ci si trova di fronte a due precise deficienze di pensiero.
Chiamo rispettivamente la prima: "DEFICIENZA A", e la seconda: "DEFICIENZA B" [...]".http://digilander.libero.it/EpikeiaVostrAmata/debologia05_deficienze-a-confronto.htm
All'indomani della pubblicazione della pagina "Il gruppo cretino", tratta (e modificata in chiave ironico-misogina) dallo scritto "Le leggi fondamentali della stupidità umana" dell'economista Carlo Maria Cipolla - già riassunto da Nereo Villa, anche per rispondere pubblicamente al sarcasmo di alcuni fuochi fatui che a maggio 2007 lo avevano pubblicamente insultato perché colpevole di avere sospeso i rapporti con una radio internet per ragioni di coerenza con se stesso e coi suoi principi antipartitocratici, è immediatamente arrivata un'email a Nereo Villa di una certa "matarisci", presumibilmente componente di tale gruppo [...].http://digilander.libero.it/EpikeiaVostrAmata/debologia04_esempio.htm
Costantemente e immancabilmente l'essere umano sottovaluta il numero che costituisce il gruppo cretino in circolazione. E ciò fa parte del mentecattocomunista-pensiero, o pensiero debole, tendente a combattere la dittatura maschile esclusivamente per sostituirla con la dittatura femminile attraverso la nuova sapienza newage!
Con l'avvento del pensiero debole e della sua giustificazione materialistica, strettamente connessi con l'avvento dell'era scientifico-materialistica, sta sostanzialmente avvenendo oggi esattamente l'opposto di ciò che avvenne all'inizio di tale era, con altrettanto conseguente squilibrio [...]
Fonte:
http://digilander.libero.it/EpikeiaVostrAmata/debologia03_essere-cretine.htm
EpikeiaVostrAmata ha già sufficientemente mostrato come nel sistema della disinformazione la Hit Parade della menzogna sia strutturata come segue: al 1° posto le confessioni religiose, al 2° i media, ed al 3° i politici.
In questa pagina troverai un'ulteriore conferma di questa classifica in riferimento alle affermazioni della trasmissione "Otto e mezzo" di La7 di venerdì 7 dicembre 2007 in merito all'opinione del pensiero debole sul fatto che i vangeli risalgano al secondo secolo [...].Fonte: http://digilander.libero.it/EpikeiaVostrAmata/debologia02_essere-bugiardi.htm
COME SI OPERA
"L'idea che senza i soldi non si possa fare niente è assolutamente sbagliata; idem per il pregiudizio che per pensare in modo corretto occorra prima procurare il pane all'umanità. Non si realizza niente se si è scettici rispetto all'obiettivo.Occorre reale amore alla causa e intelligente amore per l'uomo.Viviamo oggi in un'epoca che favorisce in modo speciale l'incapacità.Bisogna rivalutare l'idea della produttività della forza spirituale.Senza il senso per le esigenze degli altri uomini non è possibile alcun assetto della vita economica.Le sinistre partono da qualcosa che c'è già, non scelgono una base oggettiva o un terreno di una vita economica indipendente, non osano creare condizioni nuove, ricominciando veramente da capo. Allo stesso modo i “cattocomunismi” (che bisognerebbe chiamare MENTECATTOCOMUNISTI) non hanno il coraggio di cercare l'inizio di una vita spirituale nella propria interiorità, non osano partire da qualcosa di originario.La cosiddetta “prassi” dei cosiddetti “pratici” non è altro che ROUTINE!"[dal frammento "Sintesi valida oggi" di Nereo Villa in merito alla presentazione di una conferenza di Steiner sul come si opera per la tripartizione]:http://digilander.libero.it/EpikeiaVostrAmata/come_si_opera.htm
La cultura è attualmente bloccata nel suo limite meccanicistico, ed superamento di tale limite non può pertanto provenire dalla cultura stessa, dato che esso può attuarsi solo mediante scienze dello spirito, vale a dire scienze dell’io.
Questo è il principale motivo per cui Nereo Villa ha sempre rifiutato di tenere conferenze “culturali” su questo argomento, eccetto una sola volta, perché è stato “persuaso” ad “aiutare” un’associazione culturale toscana, dimostrando così di non essere inflessibilmente unilaterale nel suo modo di pensare. Però si è dovuto ricredere, in quanto ha dovuto sperimentare che l“associazione culturale” era - fino a prova contraria - occultamente pilotata da ambiguità, o meglio, dall’anelito sentimentale ad instaurare rapporti (ed anche le conferenze future, ovviamente poi disdette) meramente formali, dunque non-rapporti, chiamandoli amicizia collaborativa.
Da tale esperienza è nato poi il blog Antigattopardo [...]Pagina completa:http://digilander.libero.it/EpikeiaVostrAmata/esoterismo_asurico.htm
Nereo Villa si è bevuto il cervello!
Avviso alle troione ed ai troioni: i riferimenti dei fatti narrati in questo blog e nel sito EpikeiaVostrAmata ( http://digilander.libero.it/EpikeiaVostrAmata/ ) non sono casuali, ma riguardano persone reali.
Non riguardano però questa o quella persona in particolare, bensì la maggior parte dei detrattori di (o degli scritti di) Nereo Villa, fatto karmico quasi genetico di cui è a conoscenza e se ne sta liberando (1).
Coloro che invece hanno scritto pubblicamente menzogne o insulti nei suoi confronti sono citati con nome e cognome, e con le relative pagine internet.
Un esempio: [...]
Fonte: http://digilander.libero.it/EpikeiaVostrAmata/nereo_villa_si_e_bevuto_il_cervello.htm
Ciao Suinopoli!!!
Nereo Villa - Frammento del 1999. Dal sito "Scienze spirituali della pace"
http://digilander.libero.it/EpikeiaVostrAmata/avvento.htm
BLATERAR D'AMORE
La parola amore è talmente inflazionata che può significare tutto quello che si vuole, e che quindi rischia di non dire quasi più nulla, o di dire tutto ed il contrario di tutto. Sarà forse questo il motivo per cui il labbro mosso dal pensiero debole delle nuove femministe non fa che "blaterar d'amore"?
Numerose sono comunque le persone che mi scrivono circa l'esperienza vera dell’amore, perché sanno che è la realtà più importante e più sacra della vita. Queste persone sono molte, ma-anche (veltronismus imperat) troppo poche, e basta davvero accennare al controverso tema della sessualità per accorgersi che soprattutto le femmine, femministe, o seguaci di Iside Ecate, e maghe Magò della nuova pornografia (non trovo un altro termine per parlare di questo nuovo amore), subito insorgono affinché nessuno tranne loro possano parlare di queste cose, stabilendo così il monopolio dell'eros, così come i banchieri lo stabiliscono della cartamoneta [...]Vedi la pagina completa:http://digilander.libero.it/EpikeiaVostrAmata/blaterardamore.htm
PENSATECI O TROIONE
Tutti la consumano, nessuno sa cos'è
Le manifestazioni pacifiste delle femministe violente fanno cagare, esattamente come il loro impegno antiporno...
Il consumo del porno fa spendere ogni anno agli italiani 993 milioni di euro (1). Domande: si tratta di una cifra irrisoria? Come mai non si parla di questo fenomeno, che produce in Italia un giro d'affari annuo di quasi un miliardo di euro in termini di materiale venduto al pubblico?
Le femministe italiane, più troione che mai, si battono alacremente per introdurre la censura in nome della loro dignità delle femmine. Ma che hanno fatto? L'Italia continua a rimanere primatista mondiale in tre categorie: frequenza alla messa domenicale, crisi demografica, e consumo del porno.
Ciò significa che le femministe, col loro pensiero debole, non riescono ad andare a fondo del problema.
Qual'è l'essenza del problema?
Invito tutte le femministe a pensarci.
Pensateci o troione!
Che rapporto può esserci fra voi troione che innome della pace odiate altre troione ed i tre miliardi di euro dei servizi assicurativi che spetterebbero agli italiani? O i quattro miliardi di euro delle accise sui carburanti che spetterebbero agli italiani? O i cinque miliardi di euro del diritto di signoraggio che spetterebbero agli italiani? O i quattordici miliardi di euro dei fondi dormienti nelle banche, che spetterebbero agli italiani? Perché non mettete in moto il vostro cervellino, anziché il solo uterino? Su da brave, provate ad rafforzare un po' il vostro pensiero fisso...
Finora, ovviamente ho scherzato.
Anche perché le femministe sono una realtà, che in realtà, non esiste.
E poi va considerato anche che per fortuna cambiano idea:
"Le femministe stanno cambiando idea (almeno negli altri paesi, fuori dall’Italia). La lotta senza quartiere al maschio, e al padre, è sostituita con sempre maggior decisione dall’amore verso il proprio compagno, dalla tenerezza come stile di rapporto, e dalla consapevolezza che un buon padre è indispensabile per la crescita equilibrata dei figli, e la felicità di tutta la famiglia. Si volta pagina. E il diverso sentire delle giovani donne segnerà le leggi, e il costume, di oggi e domani [...]".
Cfr. l'articolo completo di Claudio Risé, in “Il Mattino di Napoli” di lunedì, 19 novembre 2007:
(1) Ruwen Ogien, "Pensare la pornografia. Tutti la consumano, nessuno sa cos'è", Ed.ISBN
Il signoraggio monetario per Wikipedia non è una truffa a danno di ogni singolo essere umano, e dunque di tutto l’organismo sociale, ma è cosa buona e giusta [...].[...]Emissione = emopoiesi
Moneta = sangue
Ricavo = vantaggio energetico
Utili = energia
Banca centrale = struttura midollare ossea
Comperare = transustanziare *
Titoli = cibi
Bilancio = equilibrio cellulare
Importi = quantità* Transustanziare è un termine teologico che riguarda la trasformazione del cibo in energia dell'io. Comperare è un comparare per acquisire per se stessi e dunque per l'io. [...]
Fonte: http://digilander.libero.it/EpikeiaVostrAmata/nereo_villa_non_vuole_apparire_su_wikipedia.htm#Aggiunta
Se tu dici a qualcuno che per motivi logici è inaccettabile la sua sottoscrizione a un testo in quanto, sottoscrivendolo, ne ha contemporaneamente denigrato l'autore, e costui ti risponde che ha rimosso la denigrazione, ma allo stesso tempo ti da' dell'intollerante, e cioè rimuove la denigrazione con altra denigrazione, puoi star sicura che si tratta di una SQUILI ovvero della signora Pavidoni.http://digilander.libero.it/EpikeiaVostrAmata/squili.htm
Le sottoscrizioni di chi si dimostra detrattore della stessa "Lettera aperta di cittadini italiani alla Guardia di Finanza" che sottoscrive, in quanto ne critica il suo autore attraverso affermazioni psicologistiche fondate su mera avversione fine a se stessa, sono rimosse (vedi le pagine seguenti).http://digilander.libero.it/afimo/avviso.htmhttp://digilander.libero.it/afimo/testimonianze.htmPertanto - per motivi logici - la “Lettera” NON può essere sottoscritta da persone denigranti il suo autore.
O bestia io ti amo
Tu scrivi cose molto interessanti
Ma a me non interessano
Tu sei un musicista bravissimo
Ma io non amo i tuoi CD
E quando me li regali
Te li rispedisco indietro
Per ascoltare solo quelli di Nappo-Leone
Io sono del Toro
E sono permaloso
E mi sono OFF-eso
Per ritornare ON
Ci vorrà tempo
Per questo ora me ne andrò sovrappeso
E non mi sentirai più
[...]
Fonte amabile:http://digilander.libero.it/EpikeiaVostrAmata/ti_amo.htm
Chi parla per parlare, o per usare un linguaggio oggi di moda, chi “linguaggia” per “linguaggiare” (neologismo dell’odierno postmarxismo maturanico (1) (sic!), non da’ evidentemente troppa importanza ai contenuti di pensiero che esprime.
Lo sminuire tale importanza - sia ben chiaro - riguarda l’abitudine di come ci si comporta con i nostri simili, e non è qui in discussione in quanto abitudine, dato che ognuno è libero di avere le proprie abitudini. Una persona che abbia, per esempio, l’abitudine di parlare prevalentemente nel suo dialetto non è da criticare, soprattutto se si rapporta a persone che la comprendono; quanto però si rapporta a persone che non sanno il suo dialetto, incominciano i problemi.
Per fare un altro esempio: se si parla italiano in Cina sarà abbastanza raro intendersi con i cinesi.
Dunque, se qualcuno richiede ad uno studioso di filosofia della libertà di indicargli le dinamiche del pensare libero, dovrebbe dare importanza (almeno) alle parole con cui egli fa tale richiesta. Non mi sembra qualcosa di molto complicato, perché è esattamente ciò che si fa quando, per esempio, si va al mercato a comprar ciliege: se compri dal fruttivendolo un chilo di ciliegie non puoi pretendere che il fruttivendolo comprenda la tua intenzione di avere ciliege se tu anziché dire “ciliegie” dici “banane”.
Ebbene, a questo proposito, devo dire qualcosa che ha dell’incredibile.
Una signora mi chiese tempo fa (agosto 2006) di fare una conferenza su un determinato tema (il pensiero libero) per un gruppo di Pescia [...]Cfr. alla fonte la pagina completa:http://digilander.libero.it/EpikeiaVostrAmata/parlare_per_parlare.htm
dimenticavo
Fino a prova contraria la detrattrice altrui sei tu:("Quel che non mi è mai piaciuto di questo sito [...]"http://achegiocogiochiamo.blogspot.com/2006/11/apparenza.html )("Nemmeno qui, in questi articoli di Epikeia Vosta Amata, però, vedo esposto alla comprensione oggettiva dei lettori alcunché…"http://achegiocogiochiamo.blogspot.com/2007/10/lingu-aggiosignoraggiostronzate.html );e così hai continuato a fare, da anni, dicendomi per es., che Tizio, Caio o Sempronio, scrivevano più chiaramente di me, anche se proprio costoro che citavi erano autori di libri (cartacei o elettronici) basati sui miei siti e blog, tanto che molti che se ne accorgevano mi avvertivano scrivendomi emails, alle quali rispondevo dicendo che le denunce culturali (non solo del signoraggio) che facevo, erano talmente importanti che non mi interessava se mi copiavano col copia-incolla. Ciò che contava per me era infatti che la gente fosse informata del suo essere continuamente truffata dallo Stato. Molti continuano a copiare ciò che scrivo, senza citare la fonte. Chi se ne frega? Questo succede dal 1999, vale a dire da quando ho incominciato a scrivere in rete. Vedi per esempio la seguente pagina del 2004 http://www.varechinaloredana.splinder.com/post/3026644(che ho trovata in rete pochi giorni fa; ma potrei dirtene una sfilza), e se tu chiedi a colui e/o a colei che l'hanno pubblicata di fare nomi e cognomi in luogo dei miei vecchi asterischi, non sanno ovviamente risponderti.In merito agli scritti pubblicati da Eva in http://digilander.libero.it/EpikeiaVostrAmata/ se non ti soddisfano perché li leggi? Che senso ha?Io ho semplicemente detto ad "Eva" che il futuro non è dell'antisignoraggismo o dell'eventuale nuova casta di politicanti marci partitocratici che vogliono combattere il signoraggio a parole, creando sempre nuove dipendenze da sempre nuovi partiti o da sempre nuovi marcioni di politici, ma dell'epicheia individuale. E lei ha semplicemente creato il sito, con mia grande felicità.Nel 1999 scrissi da qualche parte della rete che la parola magica della politica del futuro era "signoraggio", e che chi non la conosceva non poteva fare politica. Sbagliavo. Perché la parola è casomai un'altra, dato che oggi la maggiorparte dei giovani futuri politicanti va alla ricerca del contenuto di questa parola come se fosse davvero magica. Sbagliavo perché nel mio immaginario di rokkettaro c'era ancora un mondo politico di essere umani. In realtà gli umani di oggi sono strani. Ed assomigliano sempre più a slappatori "linguaggianti" (per usare un termine di Maturana). Il termine giusto era casomai EPICHEIA, perché il contenuto di questo concetto, se accolto nell'interiorità sana del singolo (sindéresi), è la risoluzione del signoraggio stesso.
Non mi stupisce molto questa tua domanda: “il nuovo da "pensare e agire", per sé e per gli altri...quale è?”, dato che significherebbe - appunto - l’inutilità di ogni tipo di “pensare ed agire” in rete e non in rete, non conforme al vecchio, cioè ai vari tipi di “stronzate”, di cui sai in quanto “tutti lo sappiamo”, ma di cui ugualmente poi fai la ripetella col copia-incolla.
Mi costringi così a dirti che, da parte mia, “il nuovo da "pensare e agire", per sé e per gli altri” è stato finora (dal 1995 ad oggi) quanto segue:
1) due libri;
2) cinque saggi di astrologia e di numerologia;
3) un saggio sui dodici sensi;
4) tutti i siti e blog (di cui ho perso il conto);
5) le innumerevoli canzoni ed affermazioni in mp3 di denuncia e di proposte sociali;
6) le innumerevoli lettere al quotidiano di Piacenza Libertà sempre relative a questi temi e a queste proposte;
7) gli innumerevoli interventi in vari forum e a Radio Radicale, Canale Italia, Telecolor;
8) una conferenza mai più riproposta in quanto è antilogico parlare a persone organizzate da chi ti invita preventivamente a farne una successiva dicendoti che tali persone in realtà non hanno nessuna intenzione di volerne sapere appunto di “nuovo da "pensare e agire"…;
9) tutte le cose che ti ho scritte e dette in tutti i modi possibili e immaginabili; ed oltretutto, rendendomi conto che non servivano a nulla ma che erano anzi usate per "giocare", ho perfino creato questo bloghttp://achegiocogiochiamo.blogspot.com/inserendovi il servizio a offerta dato che, prendendo io coscienza della tua mancanza di rispetto per la parola scritta e per la parola detta, ho provato a proporre una terapia “valorizzatrice” delle richieste verbali, "oggettivandole" in rete, cioè in un blog, per far sì che ti rendessi conto del tuo problema…
Se dunque questo mio “nuovo da "pensare e agire", per sé e per gli altri” non è servito a nulla, come dimostri con la tua domanda, pazienza. Dimostri però di essere proprio “de coccio”!!!!!!!
Comunque, siccome io sono molto buono e paziente, ti rimando all’ascolto del seguente file audio (uno dei tanti) che intitolai “Introrobot” in quanto feci dire l’essenziale (che introduceva - e che introduce - al “nuovo da "pensare e agire", e che vado ripetendo da anni) ad una voce da me sintetizzata meccanicamente:
http://www.epicheia.splinder.com/media/14473720Non c’è molto da capire. C’è solo da non pagare (come risulta dalle primissime battute).
Però se tu sei comunista statalista, o se come mi hai già detto, non credi nel “mio dio”, che - fino a prova contraria - è il Cristo inteso come IO UMANO, e che dunque non ha nulla a che fare con la confessione religiosa cattolica, né con qualsiasi altra confessione cristiana o non cristiana, comprese quelle di tipo magico-tradizionale, continua pure a beccarti Maturana, ed a proporre ai tuoi lettori acritici altre “stronzate” di questo tipo. Ma per piacere lasciami in pace, dato che io non faccio le cose per capriccio ma perché le amo. Perciò IO SONO feliciccio e contentuccio, ma non sono un borghesuccio rossiccio. E neanche neruccio... Sono tutt'al più (re delle nereidi): Nereo.
Quanto al forum di Eva (EpiKeiaVostraAmata) provvederò a riferirle la questione circa il forum. “Eva” è una 27enne mia lettrice, ora amministratrice di ogni mio scritto, mp3, blog,ecc., che ha preso il tuo posto (cioè quello che volevo affidare a te quanto ti mandai l’invito ad essere membro di Antigattopardo), dato che ti sei dimostrata inaffidabile per i tuoi continui cambiamenti di umore e programmi, come anche di fatto dimostri di continuare ad essere qui
http://achegiocogiochiamo.blogspot.com/2007/10/avvisoallaspecie.htmldicendo - appunto come ennesimo insulto - nel commento: “Ok. Scusi Dott. Animale, non sarà più importunato. I miei ossequi a Lei e alla porcellina Eva”, salvo poi “importunarmi” ancora...Nereo Villa
Uno dei tratti salienti della nostra cultura è la quantità di stronzate in circolazione [...].I creatori di "stronzate" sono appunto coloro che che hanno il neologismo facile, neologismi new age, pseudo scienziati alla Maturana - ma ce ne sono un'infinità, e guarda caso la maggior parte è stipendiata dallo Stato come addetta alla formazione di corsi promossi dalle regioni più rosse - i quali intendono la conversazione come "linguaggiamento", la creatività come "autopoiesi", la sensibilità percettiva come "tonofonsimbolismo", ecc. [...]. Cfr. fonte:http://digilander.libero.it/EpikeiaVostrAmata/lingu-aggio.htm
L'immaturità di MaturanaIl sorriso alla Maturana è il sorriso di tutti coloro che hanno bisogno di mostrare non solo che non esiste oggettività, perché il pensare umano è tutto soggettivo, o che non esiste universalità di pensiero, perché un pensiero vale l'altro, e che perfino le allucinazioni hanno il medesimo diritto di cittadinanza animica di qualsiasi altro "oggetto" di percezione, ma che se questo nichilismo di pensiero porta alla depressione, ugualmente si può essere sorridenti... con le mollette, appunto, così come poteva sorreggersi un certo barone appeso al proprio codino psicologico...Cfr. la fonte:http://digilander.libero.it/EpikeiaVostrAmata/immaturita_di_maturana.htm
[...] il giornalista Piero Angela e il cantante Zucchero Fornaciari, avendo entrambi il Nodo Lunare in Sagittario sono uniti da una caratteristica in comune, quella di essere ripetitori di "cose" altrui: il primo divulgando in modo acritico i risultati della scienza materialistica; il secondo imitando in modo pappagallesco lo stile artistico di un altro cantante. In entrambi i casi è evidente una certa carenza di intelligenza.Leggi la pagina completa:http://digilander.libero.it/EpikeiaVostrAmata/lunanera.htm
Chi parla di signoraggio credendo di combatterlo attraverso il cercare consenso per formare partiti ed ulteriore bailamme, parlamentarismo, menzogna, ecc., non fa che creare egli stesso l’humus ideale per garantire lo sviluppo della signoria che vorrebbe combattere.Così fanno, in altro settore, i pretoni falsi, i quali continuano dal pulpito a ripetere la parola “amore” illudendosi di attuarlo nel mondo, attraverso il mero evocarlo verbalmente.E così fanno anche tutti i vari taumaturghi sociali e le varie scuole new age, le “streghe”, le “fate”, i “santoni”, i “mediconi”, i “guaritori”, e tutte le varie maghe Magò dell’Italia tutta.Tutta questa orda di nuovi barbari e pirati è malata di “arimane-dipendenza”, in quanto adora il dio quattrino ed odia il Cristo. Si tratta dei falsi messia predetti dai vangeli, i quali non hanno altra base su cui poggiare se non la menzogna e/o l’interesse egoistico per il denaro, cioè per il bottino: giocando a proteggerti ti spennano.
Giocano a riformare l’economia creando buoni sconto, che spacciano per denaro-buono da sostituire al denaro-cattivo, credendosi benefattori, guaritori della società. [...].Vedi la pagina completa alla fonte:http://digilander.libero.it/EpikeiaVostrAmata/etrusco.htm
Ribadisco che questo blog è stato creato per fornire risposte a chi ne fa richiesta, dietro libero contributo. Vedi le "Informazioni personali" (a destra).Coloro che invece pensano di usare questo blog per i loro insegnamenti demenziali basati su autori cari alla new age hanno sbagliato indirizzo. Si rivolgano pertanto a coloro che sentono il bisogno di kultura tendente al basso e ad uniformare le coscienze secondo lo stile democratico per cui tutti sono animali uguali, in quanto appartenenti alla medesima specie. O animale, se vuoi saperne di più, conoscere il tuo "gioco" specifico, in modo da potertene liberare, spedisci per la mia libera collaborazione con te un libero contributo al numero 4023 6004 1277 3733 di postepay.
Chi ha stabilito che la dimensione dell'infinito è di un metro sbaglia: la dimensione dell'infinito è precisamente di due metri e cinquanta.Ezra Pound
Ad ognuno sembra giusto il diritto-di-ognuno di dire ciò che pensa (non importa se sa qualcosa, o se ha una minima base per esprimersi su dati argomenti). Così un qualunque cretino ruba il tempo a chi sa (semplicemente perché con pazienza si è informato a fondo) per dirgli... niente, o gigantesche idiozie, convinto che può polemizzare alla pari... Ma non viene mai in mente a questa gente che dovrebbe prima cercare di sapere e poi parlare? È questo il frutto dell'uguaglianza democratica? Sì... Ovviamente...
La consapevolezza è il fine intrinseco al pensare; ovviamente non al pensiero debole, o femminile, o passivo. Quest'ultimo non riesce nemmeno ad osservare il proprio "leccaculismo" che sostituisce subconsciamente al Logos per farsi accettare in quanto antilogica o intellettualismo, privo della necessaria e principale caratteristica della realtà: la concretezza. Fonte: http://digilander.libero.it/EpikeiaVostrAmata/morte_cerebrale_della_femmina.htm
il_settemplice_tempo_dei_piagnoni
Come pesci piagnoni che si uniscono boccheggianti per vivere del loro trasudato psichico in mancanza d'acqua vitale, così l'italianissima frangia leccaculista degli antilogici procede oggi nella rugiada partitocratica di fine 2007...
Come mai nel terzo millennio esistono ancora situazioni retrograde come l'esistenza di streghe, sensitive, magia, e tutta una serie di ritualità, misteri etruschi, celtici, ecc., mascherate da tradizione o da rispetto per le tradizioni?
Alle varie persone che mi hanno contattato, orientate con simpatia verso la psicoanalisi, l’esoterismo, concezioni new age, Krishnamurti, e così via, ho sempre detto che qualsiasi concezione del mondo dev’essere in grado di sussistere se vi si applicano i suoi stessi principi. Altrimenti non può che dissolversi nel nulla. A chi invece mi ha chiesto quale sia il modello di pensiero a cui io mi attenga, ho sempre risposto che l’unico modello valido per il giudizio critico dell’essere umano rimane il medesimo adottato dai filosofi della Grecia antica, vale a dire quello risultante dal ben noto antico paradosso logico (purché lo si estenda in modo concreto): “Tutti i cretesi sono bugiardi, dice un cretese”.
Spiegazione: se lo dice un cretese e se fosse vero, sarebbe una bugia. Infatti l’affermazione negherebbe se stessa. Si annullerebbe. Perciò non ha senso che un cretese affermi che tutti i cretesi sono bugiardi e che contemporaneamente pretenda che la sua affermazione sia veritiera.
Insomma ogni concezione della vita, se giudicata secondo i suoi stessi principi, dovrebbe reggersi, senza dissolversi nel nulla.
Se per esempio si prova a trattare Krishnamurti con Krishnamurti, che parla della verità dicendo che “la verità è una landa selvaggia” bisognerebbe dire: la teoria di Krishnamurti provenendo dalla negazione del contenuto della parola “verità”, è solo un frutto di tale parola negata. Infatti alla domanda: “Perché lei parla?”, Krishnamurti rispondeva: “Credo che sia una domanda molto interessante a cui rispondere sia da parte mia che da parte vostra. Non si tratta infatti solo del perché io parlo, ma anche del perché voi venite ad ascoltarmi” (1)! Ma questa è una non risposta, dato che l’esistenza di ascoltatori non è un vero motivo per parlare. Potrebbe valere come motivo solo in un mondo in cui tutti fossero cretini che parlassero solo per parlare a chi ascolta.
Qualcosa del genere costituisce la risposta di molti politicanti attuali sostenitori della giustezza del signoraggio bancario in merito all’attuale cartamoneta creata dal nulla e prestata come se quel nulla fosse oro: “Non si tratta infatti solo del perché si creino tali banconote dal nulla, ma anche del perché voi venite a chiederle in prestito come se fossero oro, o garantite dall’oro”! Anche questa è una non risposta, dato che prestare carta in quanto ci sono gonzi che la prendono in prestito come valore aureo non è un vero motivo. Anzi sarebbe - ed è - un vero motivo solo per coloro che compiono tale truffa, prestando cartamoneta priva di valore, come se essa avesse valore.
Dunque proprio come l’affermazione di un cretese che afferma che tutti i cretesi sono bugiardi dovrebbe necessariamente nascere da una bugia e quindi perdere ogni validità, così perdono ogni validità per esempio tutte le affermazioni pan-nichilistiche, dove le si controllino col loro proprio criterio.
Lo stesso vale anche per altre cose. Per fare un altro esempio, se provi a trattare Freud con Freud stesso, per il modo con cui espone le sue faccende subcoscienti, dovresti dire: la teoria di Freud, provenendo dalla “libido”, cioè dalla vita sessuale, è soltanto un frutto della vita sessuale… una masturbazione cerebrale… o qualcosa del genere.
krishnamurti_e_pensiero_zombi
Krishnamurti, ponte fra gli intellettuali della "nuova sinistra" (degli anni 60 e 70) e la new age (1) è uno degli tanti eclatanti esempi di contraddizione del pensiero debole (o morto, o... zombi direbbe Carmelo Bene): afferma che “la verità è una landa selvaggia” (2) in cui i sedicenti maestri non servono a niente, e si comporta però da maestro. Certo, si può obiettare che questo "maestro" in realtà vuole solo stimolare l’individuo a cercare la verità da solo. Però non si spiega perché anziché permanere in qualche ashram, in cui tale stimolo può avere senso - dato che lì la presenza di una personalità superiore può effettivamente creare un'atmosfera magnetica senza predicare niente - se ne andava a tenere conferenze nei vari teatri e università, di fronte ad un “pubblico profano e mondano”, dimenticando perfino il noto proverbio della sua terra natia che afferma “Il saggio non turbi la mente di colui che non è saggio”.Questa ambiguità è tipica del fenomeno del cosiddetto "trasformismo": Krishnamurti scioglie la fondazione "Stella d’Oriente", ma non rifiuta la "Fondazione Krishnamurti", che da quella nasce. Dunque cambia semplicemente nome alla "cosa", esattamente come fanno gli odierni politicanti coi loro relativi partiti. L'ambiguità è dunque l'insegnamento di Krishnamurti, il quale sparava a zero sulle dottrine ma dava così vita ad una dottrina che, pur essendo contraria ad ogni disciplina, professava e professa di creare ordine in un mondo di disordine, tuttavia senza dare indicazioni che andassero oltre il pensiero debole. (1) Cfr. http://www.olistica.tv/Default.aspx?tabid=85 (2) Ibid.
Sì. Io sono un vigliacco, “ma anche” un coraggioso. Io mi diverto a usare la gente, “ma anche” ad essere usato. Io sbaglio, “ma anche” ci azzecco. Voglio apparire, “ma anche” rimanere nascosto. Io voglio dimostrare le mie ragioni, “ma anche” no, ecc. (cfr. R. Masci, “Lezioni di veltronismo applicato”, Ed. Limbo, prefazione di Rosy Bindi; per chi invece vuole saperne di più di una concezione del mondo non buonista, non trasformista e non conforme alla flessibilità - della spina dorsale - cfr. il vangelo di Matteo, capitolo 5°, versetto 37: “Il vostro dire sia: ‘Sì, sì; no, no’. Il di più viene dal maligno”).
A buon intenditor…
In ogni caso, tu sei un’irresponsabile in quanto non sai rispondere alle critiche, e dunque sei esattamente come i politici, i preti, e gli economisti…, categorie che, appunto, facendo finta di fare il bene, fanno il male (in questi anni ho cercato di dirtelo e di ripetertelo varie volte, ma dato che insisti, vedo che sei irrecuperabile).
Epikeia Vostra Amata
"Quando riuscite a vedere tutta la persona che vi sta davanti e ne accettate gli aspetti piacevoli e spiacevoli, non fissate più la vostra mente sul lato buio e sulla paura, ma sulla pienezza e la freschezza infinita di tutto ciò che è. Invece di rimanere aggrappati a ricordi dolorosi vi aprite alle infinite nuove possibilità che vi offre la Vita" ?????????????????????????????
Dunque siamo alle solite: va bene tutto e il contrario di tutto... Non hai ancora capito che la contraddizione è l'antilogica di cui bisognerebbe disfarsi.Questa è l'antilogica su cui si basa il "politicamente corretto", che ha condotto allo sfascio la società italiana attraverso finte trasformazioni di partiti, che in realtà come mostruosi camaleonti, cambiando nome, rimangono esattamente come prima, cioè contraddizioni viventi in cui l'ateismo va a braccetto col cattolicismo.Allo stesso modo "Lo zen e l'arte di innamorarsi" fa parte della new age, ovvero del trasformismo dei valori. Quindi la kultura d'accatto di Brenda Shoshanna e/o di tutte quelle come lei, per favore tenetevela per voi, o blogghisti positivo-pensanti in cui i criminali Che Guevara, Chavez, ecc., passano come benefattori dell'umanità .Vergogna!
Nereo VillaInquisitor di newagisti spensieratiLeggiti piuttosto questa pagina che è meglio: http://digilander.libero.it/EpikeiaVostrAmata/asura.htm
Il cuore fallico dell'uomoproviene dal cielo,chiara fonte di giustizia,l'ingordigia lo svia.Il cuore sia retto,il fallo percepisca il suo scopo.(Ezra Pound, Canto 99, versi 697, 702).
apparenza
SULLA APPARENZA
Chi afferma che un comportamento è sintomo di patologia non afferma che chi lo attua è malato. Essere consapevoli che l'errore e l'errante sono sempre due cose distinte è importante.
Per imparare la consapevolezza attraverso il maestro interiore di noi stessi, dobbiamo imparare ad osservare il nostro percepire le cose del mondo.
Fuori dal percepito è impossibile osservare il percepire. Dunque le cose vanno guardate con cura ed, anzi, oltre che essere guardate, le cose devono essere “viste”.
Chi vuole essere presente al proprio percepire non deve identificarsi con quel che “spontaneamente” si verifica nel suo essere fisio-psichico per effetto del percepire: non deve avvertire ciò che in lui consegue “naturalmente” al percepito, bensì solo quello che spontaneamente gli si dona per effetto della consapevolezza recata all’atto del percepire.
La comprensione di questa dinamica è importante per chi vuole conoscere (disinguendo) l’apparenza delle cose e la loro evidenza (la loro verità).
Lo sperimentatore (filosofo, veggente, o esoterista che sia) può realizzare tale conoscenza contemplando il percepito fino al momento in cui il percepito gli si da' nel suo “adialettico movimento" (1), cosa ancora inaudita questa, soprattutto oggi, dato che siamo tutti abituati al becco ed al rimbecco del moto dialettico, più che all’esperienza del moto adialettico.
Cerco pertanto di spiegare a me stesso la cosa: grazie alla mia interiore posizione consapevole davanti ad un oggetto, devo poter distinguere la “spontaneità” fra virgolette, cioè la spontaneità apparente (nella quale ordinariamente si verifica il mio percepire, ma come fatto mentale-sensorio soggettivo) dalla spontaneità come puro darsi dell’oggetto di percezione. A questo livello della mia indagine, devo dunque accorgermi che ho a che fare con DUE momenti, la cui diversità normalmente non viene distinta.
La spontaneità vera è il momento immediato del percepire, non il momento sùbito successivo che appare ad esso simultaneo, e che è già la sua assunzione soggettiva: la mediazione assunta come immediato! Da qui principia la cosiddetta alienazione. Osservare il percepire senza alterarne il processo spontaneo, posso farlo attraverso l’attenermi al momento dell’immediatezza, cioè attraverso il tenermi al primo darsi del percepire.
In tal senso incomincio a percepire “realmente”, dato che: non interrompendo l’originario processo spontaneo, lo lascio volontariamente essere come oggettivamente esso mi si da’ prima del suo tradursi in un processo del mio organismo fisio-psichico.
Devo insomma rendermi conto che la spontaneità di tale processo è normalmente illusoria. Si tratta di spontaneità illusoria nella misura in cui consiste nel prevalere di mia soggettiva necessità, e della mia relazione con essa in merito a quel dato percettivo. In questo illudermi in merito a tale "spontaneità", il dato viene così assunto secondo un’identità con me stesso che in realtà non mi compete. Infatti si tratta di un'identità che è meramente posta da mia soggettiva necessità. Ecco perché il contenuto oggettivo del dato (quello che si da’ all’identità reale dell’io) viene regolarmente smarrito, e l’uomo in genere è tagliato fuori della consistenza del mondo: tende ad avere il mondo sempre fuori di sé… (alienazione). Ed ecco perché in definitiva esistono i partiti come associazioni alienanti ed alienate… (Quest’ultima affermazione è senza dubbio esigente di ulteriori passaggi, ma chi comprende quello che ho voluto dire non potrà negare che ogni partito ha in sé la prerogativa di combattere mali ritenuti esistenti nel solo mondo esterno a sé!).
Il fatto che le cose mi si danno come apparenza non deriva dalle cose, ma dalla dipendenza della sensazione e del pensiero da una relazione riflessa. Quest’ultima inconsapevolmente nega o aliena la relazione originaria dell'io, di cui il percepito è il segno. In base ad una simile irrelazione, la fisiologia e la psicologia odierne conducono la loro indagine sul “meccanismo” del percepire, e sulla relazione di questo con le attività della coscienza.
NOTE
(1) M. Scaligero, “La logica contro l’uomo”, Ed. Tilopa, Roma, 1967.
esercizio 01 ACGG
Primo esercizio di ACGG
- A Che Gioco Giochiamo (Analisi Transazionale) -
Copia i "tratti caratteriologici" e incolla in formato Word.
Scorri velocemente la seguente lista di tratti caratteriologici.
Segna con l'evidenziatore quelli che si adattano all'immagine che hai di te.
Segna con evidenziatore di diverso colore quelli che non vi si addicono.
Metti un punto interrogativo vicino a quelli di cui non sei sicura.
TRATTI CARATTERIOLOGICI
Mi piaccio
Ho paura o sono ferita dagli altri
Sono degna di fiducia
Mi presento bene
Solitamente dico la cosa giusta
Non sono soddisfatta di me
Ho paura del futuro
Per le idee dipendo dagli altri
Perdo tempo
Uso le mie capacità
Penso per conto mio
Sono consapevole dei miei sentimenti
Non capisco me stessa
Mi sento esitante
Faccio buon uso del tempo
La gente mi evita
Mi disinteresso dei problemi della comunità
Mi piace il lavoro
Amo la natura
Non mi piace il lavoro
Non riesco a mantenere un impiego
Ho fiducia in me stessa
Solitamente dico la cosa sbagliata
Mi piace la gente
Non mi piace di quale sesso sono
Sono scoraggiata verso la vita
Non mi piace stare con la gente
Non ho sviluppato le mie capacità
Sono felice di essere del mio sesso
Spesso faccio la cosa sbagliata
Mi interessano i problemi della comunità
Alla gente piace stare con me
Sono competente nel mio lavoro
So controllarmiMi piace la vita
Mi è difficile controllarmi
Non mi piaccio
Osservando i tratti segnati, rispondi alle seguenti domande:
- C'è in essi un modello di comportamento riscontrabile?
- Sono tratti da vincente? Tratti da perdente? Un misto dei due?
- Quali tratti vorresti cambiare?
Se vorrai proseguire in questi esercizi di analisi transazionale ricordati di ritornare a osservare questa lista di caratteristiche segnate, in modo di aggiornare quelle che avrai eventualmente deciso di cambiare.
Se vuoi procedere scrivimi personalmente, oppure clicca su "comments" (sotto a destra).
nuovoblog
Ho creato questo nuovo blog per rispondere alle domande che mi vengono poste. Sono molte le emails che ricevo in cui si obietta circa la mia riluttanza a conferire a gruppi. Sento che il tempo delle conferenze è finito, e che siamo entrati in un tempo nuovo, in cui l'individualità può e deve liberarsi dai legami della specie. Chiese, partiti, parlamenti, ed ogni altro luogo di culto in cui la cultura sia espressa senza luce, rappresentano il vecchio, in cui si parla anziché fare.Dal 1995 ad oggi, ogni tema da me trattato, pubblicato in libri cartacei e sul web, ha sempre avuto l'unico scopo di tale liberazione.Il risultato conseguito è stato un maggiore riconoscimento della possibilità di attuazione di una libera moneta sociale, adatta ad un organismo sociale a misura d'uomo, cioè triarticolato nei suoi poteri economici, giuridici e culturali, così come si prospetta nell'uomo la relativa triarticolazione fisiologica di tre sistemi: nervoso, respiratorio, e metabolico.Oggi, abbiamo fatto discreti passi in avanti in tal senso, in quanto siamo arrivati al punto in cui chi vuole per esempio sapere come creare moneta, può anche indicare al proprio sindaco i 5 video di "Antigattopardo" (http://antigattopardo.splinder.com/: a sinistra sotto le Categorie) o i contenuti di "Sovranità monetaria", da cui provengono.Però l'attuazione del libero sistema monetario non può attuarsi delegando altri a studiare per lui. Può attuarsi solo in un modo: sapendo. E per sapere occorre informarsi. E poiché qui non si tratta di vendere libri ma di cambiare un sistema obsoleto a partire da noi stessi, ho deciso di non fare più conferenze a gruppi, ma di rispondere semplicemente a singoli circa i problemi che possono aprirsi in merito all'idea basilare di partenza: la rivoluzione non violenta dell'organismo sociale.
irosi
IROSI
Inizio dell'ira... La parola si fa urlo... La mano scaglia il posacenere di cristallo contro il muro... Ma l’ira può anche manifestarsi nel più muto silenzio, senza appariscenze. Tuttavia, urlata o taciuta, espressa o soffocata, essa è sempre percepibile, almeno per l'uomo caratterizzato dall’essere… umano, fosse solo in un tremito di labbra e di naso, o negli occhi che si fanno color di tempesta. Nasce... E se non muore subito, cresce, monta, e ingigantisce. A questo punto, è quasi impossibile che l'ira non prenda veste pubblica e non sfoci su chi sta intorno.
Non a caso chi mette in guardia dagli scatti d'ira, lo fa soprattutto per le sue conseguenze.
Marco Aurelio è forse fra i primi ad accorgersene: “Le conseguenze dell'ira sono spesso molto più gravi delle sue cause”, e bisognerebbe aggiungere: soprattutto se prende la via della parola e del gesto. Si dicono allora cose che altrimenti si tacerebbero con cura. E si noti che non necessariamente si tratta di parole che non si pensano, anzi! Le conseguenze di quel parlare possono essere irreversibili, esattamente come quando la collera arma la mano di cacciavite nella rissa, o al pari di quell'ira funesta che molti lutti addusse agli Achei...
“L'ira che acceca” si dice comunemente, e Dante avvolge nel fumo gli irosi che colloca sia all'Inferno sia in Purgatorio.
Non è facile vedere in tanta nebbia.
L'ombra diventa granitica montagna, la montagna può farsi invisibile.
Persino gli psicologi e i terapeuti che teorizzano l'importanza dell'aggressività - e che sanno come il “totale controllo” porti poi alle cosiddette malattie psicosomatiche - non rinunciano a parlare di un'ira “guidata”, permessa nel momento del laboratorio. Non certo inneggiata, selvaggia, per strada.
Per guidare un sentimento però bisogna sapere come è fatto. Chi sono gli irosi? Intanto quelle persone con una scarsa o nulla sopportazione. Sono quelli che si disturbano per le inezie, rumore, luce, freddo, caldo, quelli a cui tutto deve scorrere perfettamente, pena un grande malessere. Sono quelli che danno un calcio all'ombrello caduto (si noti, non all'ombrello che loro hanno lasciato cadere), quelli che per un sorpasso durante la coda perdonoil lume della ragione. Quelli che troppo spesso vedono, anzi amplificano, il negativo nelle altre persone e nelle cose. In chi si adira, che soprattutto ha l'abitudine ad adirarsi, c'è sempre nascosto un pensiero di superiorità: qualcosa “mi” ha offeso e va punito!
Ed è forse in questo passaggio che può avvenire il massimo intervento. Fortificando cioè la capacità di adattamento e di sopportazione.
C'è poi il non riconosciuto. Si urla e si strepita per una cosa perché si vorrebbe urlare per un'altra. E qui un tanto di autoanalisi e di riflessione su di sé non guasta. Una amica riconosce che quando il marito dice: “Adesso ti spiego”, un modo avvertito dagli altri come un innocuo intercalare, lei si sente montare i sangue negli occhi, potrebbe strangolarlo. Che cosa nasconde, dove sono le radici e le ragioni di tanto odio? Sono allora proprio i nostri difetti, le nostre carenze, soprattutto quelle che ci appaiono più forti di noi, a darci un buon materiale di indagine sul socratico conosci te stesso.Anche il termine “covare”, così ben legato all'ira, dovrebbe darci un altro consiglio: non lasciare che il tempo stratifichi l’oggetto del “covare”; meglio dire in tempi ragionevoli che cosa non va, che cosa disturba. Per chi ha voglia resta poi un'altra soluzione: l'ira, la collera, la rabbia, anche se apparentemente scoppiano, subitanee, hanno un tempo di latenza, riconoscibilissimo. C’e un'antitempesta quando il cielo si fa verdastro prima di divenire nero, che può essere il momento della salvezza. È il tempo in cui, invece di concentrarsi sull’offesa, ci si può concentrare sulla difesa. Difesa da un nemico che sta per invaderci. Persino gli amanti della vendetta sanno che, col tempo e la calma, il piano o si perfeziona o perde (fortunatamente) di significato.
Il tempo, del resto, può aiutare a inserire la ragione. Si pensi a quei gesti di ira collettiva, per esempio al linciaggio di un presunto o riconosciuto criminale da parte della folla. Se ognuno dei partecipanti, in un successivo momento di calma emozionale, venisse messo davanti a una scheda sulla pena di morte con l'alternativa del sì e del no, quanti risponderebbero di sì? C'è invece poco da fare quando la voce si è già alzata, e di solito qualunque intervento non fa altro che esacerbare l'animo surriscaldato.
L'ira è la manifestazione di chi, davanti a un'aggressione, non può fuggire. C'è in chi si arrabbia la disperazione dell'impotente… Occorre averne pietà. Dietro a quella mano che scaglia il posacenere ci sono tanti passaggi che avvengono nella testa. Esserne consapevoli permette di usare l'ira invece di esserne posseduti. Guardati dunque dall'ira dei calmi, non perché più violenta di altre, ma perché rara. L'inaspettato è padre di tutte le meraviglie.
furbi
FURBI
L'eclissi del comprendere è sintomo di mancanza di intelligenza o di furbizia? Fino a prova del contrario, credo si tratti in questo caso di furbizia. Di furbi è pieno il mondo. Qualche giustificazione, del resto, ce l'hanno. Il primo a dar loro ragione è un libro sacro, niente meno che il dizionario. Magari non sarà proprio una ragione diretta e piena, ma neanche troppo esoterica. Si legga, alla voce contrari: credulo, incauto, ingenuo, sprovveduto, addormentato, mammalucco, ottuso, sciocco, tonto. I sinonimi, dal canto loro, non negano. Fra gli altri: abile, avveduto, perspicace, sagace, sottile, lungimirante, acuto, intelligente. Ed è forse su quest'ultima accezione che cadiamo un po' tutti nella trappola. La furbizia abita certamente nei dintorni dell'intelligenza, magari figlia degenere, ma pur sempre parente stretta. Ecco allora il furbo raffigurato mentre si frega contento le mani, quasi in un irrefrenabile complimentarsi. Esistono varie specie di furbizie ma in genere i furbi in fondo si assomiglano irrimediabilmente tutti, e nonostante le possibili distinzioni, la furbizia resta merce scadente. È la magia dei politicanti, quella che fa passare dai problemi alle diatribe, al fine di parlare, parlare e parlare... nel "parlamento", appunto, anziche risolverli. Questo è infatti il giudizio con cui la letteratura immortala i furbi, un po' al livello degli avari, dei parassiti, delle paraninfe: furbo è per Plauto lo schiavo Edipico che raggira il vecchio padrone ricavandone un piccolo utile in soldi. Furbo nell'antichità è il servo, l'inferiore, caratterizzato più per la malizia e la malvagità che non per l'intelligenza. Per Boccaccio il cuoco Chichibio che si difende con una brillante trovata resta pur sempre un cùoco tonto. Molière trova una connotazione ancora più dura per il furbo, al punto da intitolare la sua opera sulla furbizia, Scapino, colui che scappa. Da noi, del resto, troviamo Brighella, da brigante, briga. E certo non suona per nobiltà la frase del conte d'Almaviva: "Il mio interesse vi risponde di me!". Anche le furbe al femminile non brillano per aristocrazia: la Colombina, la Locandiera, la Susanna di Figaro, le cortigiane di Ariosto e dell'Aretino, e così via. Nella categoria di furbizia si annida un che di screditante che impedisce l'ascesa al grande. Tanto è vero che quando ci scontriamo con la furbizia mescolata a qualcosa di nobile preferiamo mettere l'accento altrove, cambiare di nome. Come potremmo dire di Ulisse che è furbo? Ulisse è l'astuto Ulisse! O di Penelope? Penelope è la fedele Penelope! Eppure in entrambi c'è un tanto di inganno e di difesa propria, come nel comportamento del furbo. La finalità forse li sottrae a questo giudizio. La vittoria del proprio popolo, l'amore per lo sposo... Squallore e piccineria sono comunque anche al di fuori della letteratura. Diciamo furba la volpe per quella furtività con cui sottrae dal pollaio la sua preda. Furbo è lo studente che all'esame dichiara di non aver capito bene la cosa che sa meglio, intrattenendo la commissione sul suo terreno. Furba è la signora che racconta al marito, con tono affranto dalla fatica, di aver attraversato la città per comperargli non solo la mozzarella migliore ma anche la più economica, quando, naturalmente, l'ha acquistata sotto casa. Furbo è chi lavora poco ma è sempre presente al momento "giusto". Insomma, miserie umane. Qualche volta vale la pena di smascherarli, magari punirli, ma forse molto più spesso conviene far finta di niente. Quale maggiore divertimento che giocare il loro gioco ma con una carta in più? Un amico che mi ha truffato in una compravendita, e che, ogni volta che ci incontriamo, cerca di convincermi di avermi fatto fare un affare, non saprà mai quante interne risate mi ha scatenato tornando sull'argomento. Anzi, spesso, sono io il primo ad avviare il discorso e a rinverdire i ringraziamenti per godermi lo spettacolo. Al di là delle ricette spicciole per combattere - anche al fine di non soccombere - l'altrui furbizia, propongo la seguente riflessione generale: e se invece di continuare a raccontare a noi stessi la fiaba che furbo è anche un po' intelligente, contrapponessimo davvero un tanto di autentica intelligenza? Da che parte cominciare? Per esempio riconoscendo a voce alta le piccole stupidità che, accettate una prima volta, magari per pigrizia, si trasformano in "stupidità coltivate". Cominciamo dal micro, magari dai banchi di scuola, quando ci dicono che "le parallele si incontrano all'infinito". Indire subito un referendum popolare: è vero o no? E se si incontrano, dove si incontrano? Dopo quanti centimetri o metri o chilometri? Chi si fa agnello, il lupo lo mangia. Chi si fa boccalone, l'amo lo pesca.
lamentosi
Nel mondo degli infelici sarebbe infelice non fare almeno una distinzione: ci sono quelli che scontano di persona, pagando in proprio, e quelli che creano l'inferno agli altri. Distinguere non è semplicissimo, in quanto quasi sempre chi disturba si disturba, e viceversa. Si rompono le scatole al prossimo o si rompe col prossimo, e contemporaneamente si danneggia se stessi. D’altra parte è anche vero che là dove esiste un carnefice, la vittima è spesso complice, dato che per sperimentare la scossa elettrica ci vuole sempre la “complicità” dei due differenti poli della corrente. È il caso, per esempio, del geloso, del “malmostoso”, del rissoso, del maghetto della sceneggiata napoletana, ecc.: vivono male e fanno vivere male. Si tormentano e tormentano. Tuttavia ci sono anche quelli che da questo loro “peccare” traggono gioia. Magari perversa, ma gioia sicura. Se vale la pena di analizzare e di smascherare queste tipologie è per una ragione diversa dal conoscere noi stessi e ciò che ci procura sofferenza. Infatti si tratta non solo di renderci conto qui del fatto che a lungo andare tali comportamenti sociali spiacevoli non possono che creare il vuoto intorno a chi li attua, ma anche di imparare a difenderci dai molesti. In fondo non c'è salvezza: è difficile essere felici a danno del prossimo.
I LAMENTOSI
Chi si impegna a vivere in letizia generalmente desidera - in conformità alla sua ricerca di armonia - che anche gli altri siano contenti: se qualcuno ha un problema o un infelicità, il tentativo è di andargli incontro, di partecipare al malcontento per aiutare a dissiparlo. “Il figlio di un amico è in difficoltà, non riesce a trovare un impiego nonostante lunghe ricerche e tanta buona volontà. Fatti suoi? No, ci si fa in quattro per aiutarlo. Si incrociano le conoscenze. Si tendono le orecchie. Si suggeriscono indirizzi. Fino alla raccomandazione” (1). E quante cene, ore e pensieri, dedicati all'amica in difficoltà coniugale. Più la richiesta d'aiuto è chiara, esplicita (o intuita), e più la disponibilità aumenta: come dire di no? Soldi, chilometri e tempo li metti a disposizione. Senza rimpianto alcuno. Per fortuna la tua felicità si nutre spesso anche della felicità altrui. Così come si offusca delle tristezze vicine. Qui sta infatti il nucleo della socialità. Tuttavia, sono sempre più persuaso che rispondere a certi SOS sia tanto pericoloso quanto buttarsi in una trappola di antifelicità. Non tanto per chi chiede aiuto, quanto per chi gli risponde. Mi riferisco in particolare al diffusissimo caso dell'incappare in un lamentoso. Il lamentoso è sempre caratterizzato dal fatto di provare un’irresistibile attrazione e fascino per colui che vorrebbe tutti contenti. Può essere la vecchia madre che vive da sola. All'offerta di venire ad abitare con te, gli occhi le si velano. “Come, dovrei abbandonare la mia casa, e fare l'ospite? [sottinteso e neanche troppo: “Magari la serva!”]. Tutto il mio mondo è qui!”, ecc. Bene, allora le telefoni tutti i giorni. Alla domanda: “Ciao, come va?”, la risposta è scontata: “Male. Stanotte non ho dormito. Mi fa male la schiena. E poi sono sempre qui da sola. Non venite mai a trovarmi”. Quel “mai” in realtà corrisponde ad almeno dieci tue ore settimanali, rubate con fatica a impegni e tempo libero. Se sei un generoso, allora il tentativo diventa quello di fare di più, sempre di più. Un di più che per l'altro sarà sempre fortemente insufficiente. Non c'è scampo. Dal racconto di un amico: “Mia moglie si lamentava da anni perché stanca di accollarsi i lavori domestici. Un giorno sì, ed uno no, la fatidica frase: “Ma, io, chi sono, la serva?”. Capisco, , non è certo gratificante strusciare pavimenti, rassettar letti e pentole. Così, alla prima occasione di aumento di stipendio, mi sono deciso, le ho offerto un aiuto domestico. Pensavo che tutto fosse a posto. Macché, non sono passate quarantotto ore: “Tu hai deciso di sbarazzarti di me. Non vuoi più aver bisogno di me…” (2). Prova a chiedere ad un amico che ami viaggiare, e che non sia molto occupato, di accompagnarti in qualche viaggio di lavoro. Sì, sono faccende di lavoro, ma anche di festa (prendi per esempio il lavoro del concertista), spesso con ottimi pranzi e fra gente di un certo valore. Dopo un po’ la protesta-lamento prende forma: “Quattro ore in treno! Stare in aeroporto!”. Ma appena fai un minimo cenno a non portarlo, tutto finisce in un “Si vede che viaggi meglio senza di me”. La mia esperienza di lagnanza non riguarda ciò che l'altra persona fa o non fa. Riguarda la persona stessa. Qualsiasi cosa si faccia, costei per un motivo o l'altro, è insoddisfatta. Cosa fare? Questo è uno di quei casi in cui bisogna convincersi che non bisogna fare nulla. Astenersi non è facile, e incomincia a diventarlo solo nella misura in cui ti convinci che tanto non cambia nulla. Così come non puoi intervenire a far smettere di piovere! Tutt'al più puoi proteggerti dal bagnarti, vale a dire: farti le orecchie un po’ sorde ed armarti di pazienza. Siamo un po’ tutti affetti dalla cosiddetta patologia del “complesso di dio”: vale a dire “il pensare che il nostro intervento o non-intervento chissà quanto modificherà. Si pensi, a questo proposito, ai sensi di colpa che hanno le persone che sono vissute vicine a un suicida. Soprattutto nei primi mesi il senso di colpa non lascia respiro. Se non avessi detto così o fatto cosà... Certo, non si può mai dire, ma perché non si può pensare che non tutto - e per fortuna - è nelle nostre mani? Io insisto da sempre e tante volte l'ho ripetuto: bisognerebbe apprendere l'arte di fare sempre il possibile per sé e per gli altri, ma non pretendere l'impossibile. Siamo a volte come quei bambini che a scuola pensano: se conto fino a cinque con un pugno chiuso, il professore non mi interrogherà. Quali poteri sovrannaturali crediamo di avere!” (3). La lamentela del lamentoso, che sembra all'inizio espressione di Disagio, è in realtà una necessità per l’autocompiacimento. Oh me poverino, oh me misero tapino, orfano. Se dunque vuoi che a circondarti sia un mondo contento, lascia che la lamentela viva. Sanarla è impossibile. E se fosse possibile, chiediti: “Perché voglio essere così crudele da alleviare il dolore ad un masochista?”. Anzi, quando il senso di colpa comincia a prendere forma perché sei bersaglio di un lamentoso, dovresti pensare: “Anche oggi ho fatto la mia buona azione, gli ho dato occasione per lamentarsi”.
NOTE
(1) Silvio Ceccato, “Contentezza & Intelligenza. Contenti perché intelligenti? Intelligenti perché contenti”, Ed. Rizzoli, Milano, 1989. (2) Ibid. (3) “Contentezza & Intelligenza…”, op. cit.